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Giallo a Torino, cadavere fatto a pezzi in via Gulli: tre fermati, c'è la confessione

Svolta drammatica nel quartiere Borgo Vittoria: confessato l'omicidio del 39enne Fabio Colapietro, trovato smembrato e nascosto nel cemento. Fermati un 26enne e

Di Redazione Ultim'Ora

26 settembre 2026 alle ore 18:02

Tempo di lettura: 2 min

Giallo a Torino, cadavere fatto a pezzi in via Gulli: tre fermati, c'è la confessione

Svolta nel giallo di Torino: tre fermati per l'omicidio di Fabio Colapietro, c'è una confessione

Una svolta drammatica ha scosso il quartiere Borgo Vittoria a Torino. Le indagini della Polizia di Stato sul macabro ritrovamento di un cadavere fatto a pezzi all'interno di un appartamento hanno portato al fermo di tre persone. Uno dei sospettati ha crollato durante l'interrogatorio e ha confessato l'efferato delitto.

La vittima è stata identificata: si tratta di Fabio Colapietro, 39 anni. Il suo corpo è stato barbaramente smembrato e occultato all'interno di sacchi neri e secchi riempiti di cemento, pronti per essere fatti sparire nel fiume.


La telefonata shock e il blitz della Polizia

A far scattare le indagini è stata una telefonata disperata alla linea di emergenza da parte di una madre. La donna, in preda al panico, ha allertato le forze dell'ordine con parole inequivocabili: "Venite, mio figlio ha fatto del male a qualcuno".

Gli agenti si sono precipitati nell'appartamento di via Tommaso Gulli, trovandosi davanti a una scena del crimine raccapricciante.


Chi sono i tre fermati: i profili

I decreti di fermo hanno colpito tre soggetti che frequentavano l'appartamento, descritto dagli inquirenti come un contesto di forte marginalità e degrado:

  • Christian Matheus De Morando (26 anni): È il giovane che ha confessato l'omicidio. Durante un interrogatorio fiume durato oltre un'ora e mezza davanti al magistrato, ha ammesso la paternità del delitto, dichiarando di aver agito sotto il pesante effetto di sostanze stupefacenti.
  • Nicole Formichetti (46 anni): Insegnante di italiano originaria di Rieti e titolare del contratto d'affitto della casa dell'orrore. Durante l'udienza di convalida si è avvalsa della facoltà di non rispondere, trovandosi in forte stato confusionale.
  • Una ragazza di 20 anni: Anch'essa presente nella casa al momento del blitz e fermata dalle autorità.

Le due donne sono attualmente accusate a vario titolo di favoreggiamento e occultamento di cadavere.


Il movente e la ricostruzione del delitto

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori della Squadra Mobile, l'omicidio sarebbe maturato al culmine di una lite esplosa in un contesto di abuso di droghe. Dopo aver colpito a morte il 39enne, i presenti avrebbero inizialmente tentato un disperato massaggio cardiaco durato circa due ore.

Una volta constatato il decesso, è scattato il piano per sbarazzarsi del corpo. Il cadavere è stato smembrato con l'intento di trasportarlo più facilmente e occultarlo definitivamente all'interno di secchi sigillati con il cemento. Le indagini proseguono per chiarire l'esatto ruolo delle due donne nella complicità del delitto.